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BASSA AUTOSTIMA

Dott.ssa Sonia Frattali​

PSICOLOGIA • PSICOTERAPIA • IPNOSI

Spesso è associata a depressione.
L’autostima è una componente molto importante del nostro benessere psicologico e funziona come un filtro che ingrandisce o minimizza le nostre risorse personali. E’ una percezione assolutamente soggettiva rispetto a ciò che ciascuno sente e pensa a proposito di sé.
Chi soffre di bassa autostima non si sente abbastanza sicuro del proprio valore e delle proprie qualità. Per questo motivo tende a procrastinare scelte ed azioni per paura di sbagliare e a sperimentare maggior incertezza e difficoltà nel cercare una soluzione. Quando vive un insuccesso attribuisce l’accaduto esclusivamente ad una sua mancanza, mentre quando sperimenta un successo tende a sminuirlo e a non riconoscere i propri meriti.

 

L’autostima influenza tre importanti aspetti della vita:

  • il proprio modo di relazionarsi con gli altri (la persona tende a soffrire molto delle critiche che le vengono rivolte e tende ad evitarle con atteggiamenti conformi alle aspettative sociali)
  • la determinazione nel raggiungere i propri obiettivi (si arrende facilmente di fronte alle difficoltà invece di perseverare e tende a cambiare spesso idea o parere)
  • il modo di reagire agli eventi negativi della vita (tende con fatica a dimenticare sentimenti di delusione e amarezza legati al senso di fallimento e ad addossarsi tutte le colpe)

Definizioni comportamentali (secondo DSM IV)

  • Incapacità di accettare i complimenti
  • Disprezzo verso se stessi;
  • Difficoltà nel dire di no agli altri
  • Convinzione di non piacere agli altri
  • Avversione per se stessi (la persona si sente sgradevole, senza importanza, indegna, un peso)
  • Incapacità di trovare aspetti positivi in se stessi
  • Paura del rifiuto degli altri

Obiettivi della terapia

  • Individuare le cause
  • Individuare le esperienze passate nelle quali sono state ricavate le convinzioni negative su di sé
  • Aumentare la consapevolezza delle affermazioni auto-dispreggiative
  • Aiutare la persona a considerarsi per quello che è e non per quello che fa
  • Incoraggiare l’emissione di comportamenti più assertivi
  • Stimolare la consapevolezza di sé (la stima che la persona nutre verso di sé influenza necessariamente il proprio comportamento, le relazioni sociali, lavorative e affettive
  • Tutto questo, a sua volta, influenza i risultati che si ottengono)
  • “zittire” il proprio giudice interiore che tende a criticare qualunque azione e/o pensiero riguardante la persona
  • Elaborare e ridurre la paura del rifiuto
  • Aumentare l’autoaccettazione
  • Migliorare la cura di sé
  • Elaborare i sensi di colpa
  • Aumentare i comportamenti di assunzione di responsabilità e relative conseguenze